RACCOGLIERE PIETRE | 18 E 19.09.2021

RACCOGLIERE PIETRE | 18 E 19.09.2021

sabato 18 e domenica 19 settembre // Faenza 

 

laboratorio

 

Raccogliere Pietre 

progetto formativo a cura di Enrico Malatesta  

Il progetto “Raccogliere Pietre” del sound artist e ricercatore cesenate Enrico Malatesta indaga il suono e le dinamiche dell’ascolto attivo applicate all’ambito delle Arti Performative, della Danza e del Teatro. 

L’esperienza è strutturata in modo intensivo e prevede una parte teorica, basata sulla proposta di stimoli che aprono il dialogo alle implicazioni socio-culturali, artistiche e fisiche del suono negli spazi scenici. Concepita come  momento di discussione e scambio, questa sezione di lavoro si sviluppa su aree tematiche ampie e interconnesse  dal medium del suono, ad esempio: 

  • Ascolto di soundworks significativi del XX e XXI secolo realizzati in ambito musicale e performativo. 
  • Presentazione di recenti sound studies e approfondimento delle relazioni tra suono, movimento del corpo e  spazio nella pratica performativa. 
  • Studio delle criticità esistenti tra musica, azione sonora, fenomeni acustici e silenzio nella pratica performativa. • Presentazione della tecnologia audio dispositivo esperienziale e corpo scenico
  • Ascolto di pratiche tradizionali in cui il suono modifica lo spazio performativo sul piano simbolico, ecologico– relazionale ed estetico. 

La parte pratica consiste in esercizi di ascolto attivo (da svolgere individualmente o in gruppo) che invitano i partecipanti a indagare la relazione tra suono, spazio e corpo.  

Il proposito di questa sezione di lavoro è favorire la consapevolezza dello spazio performativo e del proprio movimento attraverso il medium del suono e delle sue potenzialità fisiche e relazionali.  Gli esercizi proposti consentono di valorizzare le specificità di ogni partecipante indagando, a titolo di esempio: 

  • La relazione tra il corpo di chi ascolta e i fenomeni acustici (riverberi, risonanze, echi, filtraggio, mascheramento,  fratturazione…) modulata dalle varie forme di ascolto. 
  • La produzione di suono attraverso l’utilizzo del corpo, della voce o di oggetti e in accordo con le reazioni acustiche dello spazio in cui si agisce. 
  • Il modellarsi del corpo in funzione del suono e della sua componente fisica, esplorando diverse gradazioni di  reciprocità tra il movimento del corpo e delle onde sonore.

 

Le modalità con cui gli esercizi vengono condotti coinvolgono in maniera critica i partecipanti, in quali vengono  invitati a contribuire all’evoluzione soggettiva delle pratiche e alla condivisione delle esperienze; l’intento è  produrre un dispositivo di studio aperto e stimolante, che si rivolge al miglioramento della struttura attentiva dei  partecipanti e alla capacità di trasformare l’esperienza di ascolto in una risorsa progettuale e autoriale, nella pratica performativa. 

 

LUOGHI

Faenza

 

DURATA

2 giorni

(dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00)

 

Il COSTO totale per le due giornate è di €70

 

RISERVA IL TUO POSTO accedendo alla piattaforma Eventbrite

PER INFO scrivere a wamticket@gmail.com

 

LABORATORIO rivolto a chiunque nel proprio lavoro abbia radicata una pratica corporea: danzatori,  attori, musicisti, insegnanti di danza, yoga, pilates.

Non sono necessarie competenze specifiche per partecipare. 

 

Enrico Malatesta (1985) percussionista, ricercatore sonoro e curatore italiano attivo nel campo della musica  sperimentale, dell’indagine territoriale e della performance; la sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e  corpo, la vitalità dei materiali e la morfologia delle superfici, con particolare attenzione agli atti percussivi e alle  modalità di ascolto. Dal 2007 Enrico Malatesta presenta i suoi lavori con tour in tutta Europa, Brasile, Corea del Sud, Giappone, Regno Unito, Nord America e Russia, partecipando a festival ed eventi speciali in sedi come Pirelli  HangarBicocca – Milano, La Biennale di Venezia – Venezia, Berghain – Berlino, MAM – Rio de Janeiro. https://enricomalatesta.com/#about

 

foto di Chiara Pavolucci

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