DANZANDO…A PIEDI NUDI A VILLA EMALDI | 26.09.2021

DANZANDO…A PIEDI NUDI A VILLA EMALDI | 26.09.2021

domenica 26 settembre // 16:00 @ Villa Emaldi // Faenza

 

danza, possibilità di merenda al sacco sul prato e visita guidata al parco della Villa

 

Il pubblico è invitato a portare la propria coperta e la propria merenda per assistere agli spettacoli.

 

16:00 Talk Alessandro Pontremoli

17:00-19:30 quattro performance si susseguiranno negli spazi intorno alla villa, in collaborazione con Perypezye Urbane: Luna Paese, Henna-Riikka Nurmi, Tommaso Serratore e Sara Sguotti, Daria Menichetti e Francesco Manenti nell’ambito di DanceMe UP

19:30 aperitivo sul prato

 

LUOGHI

Villa Emaldi // Via Firenze 238 // Faenza

 

DURATA

4 ore

 

INFO E BIGLIETTERIA

Intero 25 €

Ridotto 15 € (ragazzi/e 10-25, over 65, allievi/e e insegnanti scuole di danza)

Il biglietto comprende tutti gli spettacoli della giornata

 

PER ACQUISTARE IL BIGLIETTO accedi alla piattaforma Eventbrite

PER INFO scrivere a wamticket@gmail.com

 

Tilfinning (Sense/Emotion) 

coreografia e danza Henna-Riikka Nurmi 

compositori e musicisti Salóme Katrín Magnúsdottir e Johanna Eränkö Hyytinen 

Uno studio sulle cose che incontriamo sulla nostra strada, nella nostra vita.  

Quanto siamo connessi con ciò che ci circonda e soprattutto con la natura che ci circonda. Come tutto in qualche modo si riunisce e a volte non ha senso all’inizio, ma quando guardi il quadro più ampio sembra che tutto sia pianificato. Ma non da te. A volte tutto nella vita sembra sistemarsi da solo. È come un puzzle in cui i pezzi si sistemano proprio quando non li forzi, o come l’acqua che trova la strada. 

“Stiamo partecipando a WAM! All’interno del progetto DanceMe Up – Project (Creative Europe). Siamo 3 artisti  indipendenti che lavorano insieme e rappresentano la scuola d’arte Listaskóli Rögnvaldar Ólafssonar (LRÓ) di  Ísafjörður Islanda http://edinborg.is/ 

Il nostro pezzo è strettamente connesso alla settimana di residenza artistica alla quale parteciperemo durante il Festival  WAM!. La performance è collegata al progetto in tre parti a cui abbiamo lavorato per DanceMe UP a cui LRÓ partecipa:  

  1. Workshop ad Ísafjörður, giugno 2021 (prevista originariamente per l’estate 2020) 
  2. Residenza a Faenza, settembre 2021 (originariamente prevista per l’autunno 2020) 
  3. Residenza a Turku in Finlandia, primavera 2022 (originariamente previsto per novembre 2020). La performance sarà più simile a un work in progress poiché continua a svilupparsi e a vivere la sua vita attraverso diverse esibizioni. 

 

La visione di cura all’interno di questo lavoro 

“Connettersi – disconnettersi: durante il Covid-19 è stato molto difficile lavorare insieme, dato che abitiamo in paesi diversi. Siamo stati connessi online come non siamo mai stati abituati a fare e allo stesso tempo siamo stati disconnessi in molti altri modi. Questo lavoro creativo è stato come percorrere una strada che nessuno sa dove porterà, e sembra prendere costantemente nuove forme. Questo tema “connesso – disconnesso” è visibile nella nostra performance attraverso il materiale che abbiamo prodotto durante il workshop a Ísafjörður in giugno, quando siamo stati così fortunati da poter trascorrere del tempo nello stesso luogo per la prima volta. Finora non siamo stati in grado di incontrarci durante il nostro processo creativo e molto probabilmente la nostra seconda volta sarà proprio a Faenza in settembre.” 

Henna-Riikka Nurmi è una danzatrice e insegnante di danza a Lohja ed è nata in Finlandia nel 1981. Nurmi ha iniziato a danzare all’età di 4 anni nella scuola di danza della sua città natale. Il passo successivo è stato il periodo di studio presso la Turku Arts Academy. Durante i suoi studi, Nurmi ha stretto un forte legame con  l’Islanda attraverso lo scambio e la formazione didattica a Listdansskóli Íslands. Dopo la laurea nel 2005, Nurmi ha  fondato un dipartimento di danza alla Listaskóli Rögnvaldar Ólafssonar, scuola d’arte di Ísafjörður in Islanda. E’ stata premiata come Artista della città di Ísafjörður nel 2016. Nurmi ha continuato la sua formazione laureandosi con un Master in danza presso il Dipartimento di Pedagogia dell’Accademia teatrale dell’Università delle Arti di Helsinki, Finlandia.

Nel suo lavoro, Nurmi sottolinea l’equilibrio tra arte e insegnamento. Per lei è importante rendere visibile ai suoi studenti l’importanza della danza e dell’arte nella vita di tutti i giorni. Vuole che i suoi studenti imparino a vedere i loro punti di forza personali attraverso il movimento. 

Nurmi è particolarmente interessata al lavoro esperienziale e all’importanza dei sensi nella danza. Grazie a questa visione, le si è acceso l’entusiasmo per la comunicazione senza parole attraverso il tatto e il movimento e per lo studio di questi temi anche nel proprio lavoro artistico. 

Salóme Katrín 

“Si potrebbe immaginare che crescere in un piccolo e remoto villaggio di pescatori ai margini del Circolo Polare Artico possa avere i suoi svantaggi. Sicuramente li ha. L’isolamento è grande. Tuttavia, come la compositrice/interprete Salóme Katrín sta già dimostrando nella sua carriera musicale in erba, tali apparenti  svantaggi possono diventare vantaggi se affrontati correttamente. Con la giusta mentalità, l’isolamento genera immaginazione.” 

Nella sua giovinezza, Salóme Katrín ha fatto buon uso della libertà e dell’abbondanza che la vita nel tempo libero a Ísafjörður, in Islanda (pop. 2500), fornisce. I giorni non trascorsi a praticare danza, pianoforte e canto erano solitamente dedicati allo studio della musica e all’interesse verso le opere di tutti, da Erik Satie a Nina Simone a Kendrick Lamar a Joni Mitchell – e tanti altri. Essere ai margini della cultura geograficamente, oltre che socialmente, le ha permesso di cercare lentamente e premurosamente la propria voce e di plasmare il suo approccio alla musica e all’arte alle sue condizioni e nel suo tempo. 

Questo suo paziente lavoro sta già dando ottimi risultati. Da quando ha debuttato con la sua musica e la sua prima esibizione davanti a un pubblico nel 2019, la venticinquenne ha ottenuto grandi elogi da parte di appassionati di musica e professionisti. 

La prima serie di canzoni di Salóme ad essere resa pubblica esplora abilmente i temi della transizione, della perdita, della speranza e dell’amore, tirando fuori immagini vivide e suscitando forti emozioni nell’ascoltatore, che non ha altra scelta che entrare in empatia con i suoi lamenti di un’infanzia sbiadita e la spaventosa speranza per l’ignoto che tutti incontriamo mentre il nostro tempo si avvia verso la vecchiaia.  

https://core.musicfinland.fi/composers/johanna-eranko

 

Kompost 

di e con Carisa Bledsoe, Daniele Guaschino, Luna Paese 

performer Carisa Bledsoe e Luna Paese 

musica Gintsugi con Daniele Guaschino 

protocolli ipnotici Marie-Juliette Verga Laliberte  

Con il sostegno di DanceMe/Perypezye Urbane (MiBac), Maison des Metallos (Residenza Co-CoOps)  

Il punto di partenza di questo progetto è stata una domanda: come e quando decidiamo cosa è utile e prezioso? Nella nostra società si opera costantemente una discriminazione tra oggetti di valore e oggetti da scartare. Alcuni gruppi sono privilegiati ed altri marginalizzati. Nel tessuto della società ogni parte e’ importante per il funzionamento globale, ma questa verità viene costantemente ignorata, accentuando le disuguaglianze e le  disarmonie.  

Anche nel quotidiano le nostre azioni decidono costantemente quali parti del mondo tagliare,  gettare e allontanare dai nostri sensi. Decidiamo che alcune cose sono degne della nostra attenzione, in quanto  utilizzabili, ed altre sono da scartare e da etichettare come “spazzatura”. Anche nella nostra psiche effettuiamo  questa operazione. Decidiamo di ignorare alcune parti del sé che ci disturbano, di relegarle in angoli dimenticati per non doverle osservare con attenzione.  

Questa operazione sembra necessaria alla nostra sopravvivenza.  

Ma se potessimo giocare con le gerarchie di valore che determinano cosa è utile e cosa è superfluo? Esploriamo come la materia scartata possa diventare fondamento di un’estetica più profonda. Come possiamo abbattere le connotazioni associate all’idea di “spazzatura”, per ridefinire le nostre percezioni di ciò che è unico rispetto a ciò che è obsoleto? Prendere il tempo di percepire e di essere con con le cose considerate inferiori, potrebbe creare una nuova concezione dell'”utile”.  

A partire da oggetti di scarto, creeremo un ambiente sonoro e visivo in cui lo spettatore possa immergersi. Come nel compost, i materiali di scarto diventano concime per la nostra creatività.  

Nel caos in cui viviamo, immaginiamo la scena come un luogo rituale, da cui possiamo intrecciare il tessuto dell’universo, un laboratorio sperimentale per decostruire e ricostruire il mondo.  

Carisa Bledsoe crea arte che si ispira ad una decostruzione sociale ed un’inibizione giocosa. È illustratrice, danzatrice, coreografa, educatrice e coreologa con un Bachelor of Fine Arts in Interarts Performance (pratica artistica  interdisciplinare) presso l’Università del Michigan, Ann Arbor (U.S.A.) e un diploma in Notazione del movimento  Benesh presso il Conservatorio Nazionale Superiore di Musica e di Danza di Parigi. Dal 2012, Carisa ha lavorato con  lo Streb Lab for Action Mechanics (SLAM) di New York, sviluppando un curriculum artistico per i bambini e  recentemente come artista in residenza. Durante la sua residenza allo SLAM nell’autunno del 2019 ha condotto  una ricerca analizzando il vocabolario di movimento della Pop Action di Elizabeth Streb. Oltre a lavorare come  consulente di movimento con il fotografo Collier Schorr e a tenere corsi di espressione corporea e di espressione  somatica visiva, Carisa è una praticante di yoga e di meditazione con particolare interesse per le connessioni mente corpo che portano all’equilibrio di se stessi, dell’universo e della natura. Un’attivista impegnata nella  rappresentazione paritaria delle donne queer di colore nelle arti, è la fondatrice e direttrice artistica del progetto Queer Women of Color Gallery e una delle due fondatrici del progetto queer zine, PORNOTATION, una zine che usa  sistemi di notazione del movimento per rappresentare scene erotiche tra anatomie vaginali. Il suo lavoro è stato 

installato ed eseguito in Francia (Cite Internationale des Arts, Mains d’Oeuvres, Galerie Echo Musée, Carreau du  Temple, La Mutinerie…), in Brasile e negli Stati Uniti. www.carisabledsoe.com  

Luna Paese è performer e musicista. Studia pianoforte classico al conservatorio. Poi inizia a danzare e consegue un  diploma di nouveau cirque a Bologna, partecipando successivamente per 2 anni alla formazione coreografica Transforme diretta da Myriam Gourfink (Fondazione Royaumont). Ha una laurea in psicologia all’Università La  Sapienza di Roma e un Master 2 in danza all’Università Parigi 8. È inoltre operatrice di shiatsu e insegnante di yoga  presso imprese, scuole, case di riposo, centri di yoga. Nel 2014 ha ottenuto una borsa di studio dalla Maison Baron  di Ginevra per la sua ricerca performativa. E’ stata selezionata poi per il laboratorio di ricerca con Yvonne  Rainer+Andrea Kleine alla Fondazione Ratti (2015). Ha lavorato come danzatrice e performer con Alexandre Da  Silva, Margot Dorléans, Thibaud Le Maguer, Leila Gaudin, João Costa Espinho, Simone Forti, Effetto Larsen,  Altroteatro, Sistemi Dinamici Altamente Instabili tra gli altri. Attualmente sta facendo un dottorato di ricerca in  antropologia e danza presso l’EPHE (FR) e l’Università di Torino (ITA). 

Il suo primo EP Gintsugi e’ co-prodotto con Victor Van Vugt a Berlino.  

Il suo lavoro performativo è stato presentato in Italia, Francia, Portogallo, Svizzera, USA, Canada e Belgio. www.gintsugimusic.com  

Dopo due diplomi universitari – in letteratura e in danza – Juliette Verga Laliberté ha lavorato in uno studio di  architettura sperimentale come programmatrice per gli studenti del Politecnico di Torino e della Scuola di Cottbus  vicino a Berlino. È autrice di Enveloppes et Murs pubblicato da Edisud.  

Da quattordici anni scrive sulle arti dello spettacolo, partecipando a diverse opere collettive, tra cui Myriam  Gourfink- Danser sa créature, così come alla creazione di Ballroom Revue. Spesso sollecitata come sguardo esterno,  affina la sua visione dell’atto artistico attraverso le interviste.  

E’ diventata poi Master Practitioner in ipnosi Ericksoniana dopo due anni di formazione presso l’A.R.C.H.E. una  scuola francofona di fama internazionale (Francia, Svizzera, Quebec) che ha un proprio centro di ricerca. Con il Cabinet d’hypnose nomade, accompagna i cambiamenti desiderati attraverso sessioni individuali e trasmette l’integrazione dell’ipnosi in processi e dispositivi artistici. Offre anche laboratori ipnotici nelle scuole d’arte, corsi  per professionisti del palcoscenico, visite ipnotiche nei musei. Il suo campo è quello delle pratiche ipnotiche,  dell’arte, dello sviluppo di sé e dell’emancipazione in tutte le sue forme.  

Daniele Guaschino (pseudonimo di Daniele Segre Amar) è nato a Torino nel 1975 e vive in Francia dal 1996. Il suo  lavoro si divide tra la composizione, la scena e la produzione musicale. 

La sua musica esplora le frontiere tra l’elettronica e l’acustico, la creazione sonora e musicale, l’improvvisazione e la  scrittura. Collabora regolarmente con musicisti, artisti, coreografi e registi attivi sulla scena francese, tra i quali :  François Merville, Rishab Prasanna, Roland Auzet, Alessandro Baricco, Lorenzo Bianchi Hoesch, Dayan Korolic,  Malena Beer, Christian Girardot, Nicola Tescari, Rose Martine, Jérôme Thomas, Martin Palisse, Luna  Paese, Alfredo Mola, Quentin Biardeau, Szuhwa Wu, Fortunato d’Orio… 

Ha lavorato per molti teatri e strutture di creazione, tra le quali l’IRCAM, l’Opéra de Paris, il Festival d’Avignone In, la  Comédie Française, varie Scènes Nationales francesi. 

Ha co-fondato le formazioni musicali Drifting Orchestra e Esc-Orchestra. Nel 2021 ha pubblicato un album di duetti  con la label Stradivarius. 

Daniele è titolare di un primo premio in composizione al Conservatorio di Montbéliard (premio Sacem), e di un  DEA (master 2) in etnomusicologia all’Università Paris IV Sorbonne (in collaborazione col GRM). Ha insegnato  all’Università di Franche-Comté e al Conservatorio di Montbéliard per 10 anni.

Appassionato di musiche dell’Africa dell’Ovest, ha registrato due CDs di musiche tradizionali togolese e beninese  per la label Ocora Radio France. Viaggia regolarmente in Guinea Conacry, dove collabora attivamente alla vita del  Centro Culturale Jams Sylla di Rogbanet (musica e danza), diretto da Gassim Camara.  

www.gintsugimusic.com 

www.carisabledsoe.com 

www.instagram.com/gintsugimusic 

https://www.instagram.com/carisabledsoe

 

DOMINO (titolo provvisorio) 

work in progress 

di Tommaso Serratore 

con Sara Sguotti e Tommaso Serratore 

musica Gabriele Ottino 

scena Eleonora Diana 

coproduzione Perypezye Urbane / Versiliadanza 

con il sostegno di Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e Fondazione CR Firenze –  Bando Abitante 2021 

si ringrazia MCF Belfioredanza 

Domino nasce come seguito di Mr Furry, produzione del 2019, che si pone in un tempo sospeso tra la dimensione  primordiale e il presente: un presente che, nonostante ambisca al futuro, appare bloccato e reiterato all’infinito.  Sarà proprio questo presente, sospeso e statico ma trasversalmente in movimento, a essere esplorato. In questa  nuova dimensione, Mr Furry incontra altre forme di vita. L’interazione crea nuove possibilità che non è possibile  prevedere a lungo termine ma diventano visibili solo nell’effettivo istante. 

 

La visione di cura all’interno di questo lavoro 

Saper accogliere il presente come una risorsa per concedersi l’opportunità di vivere il nuovo con apertura e  curiosità. Una cura che ha come conseguenza un maggiore ancoraggio alla dimensione della propria vita. Si  traduce nella capacità di lasciare che le cose scorrano naturalmente, consapevoli del fatto che lottare con insistenza  per qualcosa da cui non trarremo frutti può precludere la scoperta di nuovi traguardi che potrebbero renderci felici. 

Tommaso Serratore (classe 1988), si forma all’Opus Ballet di Firenze ed entra a far parte di Officina Pontormo,  progetto a cura di Virgilio Sieni. Approfondisce lo studio della danza contemporanea e collabora in qualità di  danzatore con i coreografi Daniela Paci, Virgilio Sieni, Francesca Cola, Antonello Tudisco, Roberto Castello, Stefano  Mazzotta ed Emanuele Sciannamea seguendo come assistente il coreografo Virgilio Sieni e C.ieZerogrammi. Porta  avanti il proprio percorso d’autore, orientato verso una ricerca artistica che porti alla coesistenza tra le diverse  pratiche e tecniche performative, sperimentando l’approccio coreografico con danzatori e non professionisti come  bambini, anziani, studenti, detenuti, e collaborando con diversi musicisti. 

https://www.versiliadanza.it/role-member/tommaso-serratore/ 

https://www.facebook.com/supertomobross/ 

https://www.instagram.com/sertom.to/ 

Sara Sguotti 

Danzatrice, Coreografa e Performer. Lavora con Compagnia Virgilio Sieni, Compagnia Anton Lachky, Roberto Magro,  Cristina Kristal Rizzo, Simona Bertozzi, Company Blu, Nicola Simone Cisternino, Tommaso Serratore. Prende parte al remake del film Suspiria diretto da Luca Guadagnino firmando le coreografie in collaborazione con Damien Jalet. Vincitrice con s.solo del bando DNA appunti coreografici 2017 e parte della Vetrina Anticorpi 2018. Nel 2016 Sara e Nicola Simone Cisternino con Tuttuno sono tra i vincitori del bando l’Italia dei Visionari e del bando Cura nel 2017 e

selezionati per la Vetrina Anticorpi XL 2107. Nel 2019 inizia a lavorare sul rapporto con il pubblico con Space  Oddity. Collabora dal 2020 con il gruppo DanceWell di Bassano del Grappa. Crea per la compagnia Opus Ballet  VENTIVENTI. Nel 2021 inizia la ricerca di Some Other Place.

 

WALDEN

Da un’idea di Daria Menichetti

Una creazione di e con Silvia Mai, Francesco Manenti e Daria Menichetti, 3 Cani: Eco, Gringo e Liz Londra

Musiche Stefano Ciardi

Collaborazione alla drammaturgia Carolina Balucani

Produzione DanceMe (Perypezye Urbane)

Con il sostegno di Home Centro Creazione Coreografica 2019

e di Round Trip sostenuto da MiBACT-Boarding Pass Plus

 

Walden (pronuncia ‘Valden’) è un progetto artistico di ascesi radicale per tre esseri umani e tre esseri canini, che sperimentano la loro presenza nel mondo/scena. È un progetto di ricerca ispirato all’omonimo libro di Henry David Thoreau: Walden o vita nei boschi. 

Walden (pronunciato ‘Uòlden’) era un lago. 

Thoreau lo chiamava “l’occhio liquido della terra”. 

La protagonista di questo viaggio è Silvia Mai, che incarna un Thoreau ideale. 

Circa sei anni fa Silvia ha deciso di lasciare il mondo della danza, stanca dei meccanismi e dei compromessi che legano (e spesso inquinano) il settore dell’arte in Italia, e ha iniziato a lavorare come pastora sugli alpeggi con i suoi due cani Eco e Gringo. Nel ritiro silenzioso della montagna Silvia ha continuato ad alimentare il suo sguardo e il suo intento creativo lontano dai percorsi “istituzionali”, portando i segni indelebili di questa esperienza nel corpo e sulla scena di oggi. 

WALDEN ovvero vita nei boschi di H.D.Thoreau e The Companion Species Manifesto di Donna Haraway.

 

La visione di cura all’interno di questo lavoro 

Per quel che riguarda il tema “La Cura, scelto per il festival siamo andati, come spesso facciamo, a consultare i dizionari di etimologia per conoscere qualcosa in più rispetto a quello che, forse superficialmente, si presume di sapere di una parola. E abbiamo scoperto, con un po’ di sorpresa, la complessità di questo termine che non è mutato nei tempi (lo si utilizzava già 24 secoli or sono) e che non prevede sinonimi a rimpiazzarlo. Avere cura significa avere a che fare. La cura non si interessa ma partecipa, segue un processo, un progetto che si sviluppa tra passato, presente e futuro. Così anche nel nostro lavoro questo tema ci ha accompagnato durante la creazione ed ogni volta che ci esponiamo ed apriamo alla visione del pubblico, e quello che proviamo a esprimere è non solo attenzione per il movimento ma una partecipazione che ci coinvolga completamente.

 

Daria Menichetti

Danzatrice/coreografa e regista. 

Laureata al DAMS. E’ formata come danzatrice al Dance Gallery di Perugia con Rita Petrone e Valentina Romito, ha poi studiato con Carolyn Carlson, Masaki Iwana,  Jan Fabre, Antonella Bertoni, Raffaella Giordano. Diplomata in Body Mind Centering® e Danza Sensibile®. Lavora come interprete per Sosta Palmizi, Abbondanza-Bertoni, Zaches Teatro, Teatro Valdoca, Teatro Persona, Ariella Vidach, Compagnia di Sollicciano (Elisa Taddei), Leonardo Delogu, Strasse, Luna Cenere, Mario Martone, Raffaella Giordano. E’ direttrice artistica del festival C.OSMOS dalla somatica alla performance. Come regista ha creato ANIMULA prodotto da Sosta Palmizi e selezione Visionari Kilowatt Festival 2017, MERU coproduzione DanceMe-Perypezye Urbane e Sosta Palmizi, IKI produzione DanceMe- Perypezye Urbane selezionato da Visionari Kilowatt Festival 2019.  Daria Menichetti e Francesco Manenti nel 2019 danno vita alla compagnia DES ÂMES.

 

Francesco Manenti

Attore e performer. 

Ha lavorato e tuttora collabora come interprete per alcune tra le più interessanti Compagnie Italiane e straniere quali Sosta Palmizi (Giorgio Rossi), Pantakin (Michele Modesto Casarin), Teatro Kismet Opera (Teresa Ludovico), Company Mafalda (Teresa Rotenberg), Dimensioni Parallele Teatro (Stefano Cenci), Eccentrici Dadarò, Dimitri-Canessa.

Insieme a Daria Menichetti sta sperimentando la dimensione autoriale con le creazioni ANIMULA, MERU, IKI, WALDEN.

Parallelamente porta avanti una ricerca personale nel campo delle arti visive e dell’illustrazione. (Instagram: francescomanenti_art)

 

Silvia Mai

Danzatrice e pastora d’alpeggio. 

Il percorso di studi in ambito artistico è segnato dall’incontro con Raffaella Giordano, Silvia Rampelli, e Dominique Dupuy. Nel 2012 crea “Raku” (progetto vincitore premio GD’A Veneto 2012), assolo di danza incentrato sulla relazione tra spazio, suono e movimento. Ha lavorato come interprete con Teatro Valdoca (2010-2013), Glen Caçi Silvia Rampelli/ Habillé d’eau, Giorgio Rossi/Sosta Palmizi, Leonardo Delogu. Dopo alcuni anni di silenzio artistico durante i quali ha conosciuto e praticato la vita da pastora d’alpeggio, riprende il filo interrotto della danza proseguendo nella sua ricerca personale nell’ambito del movimento. Dal 2019 collabora insieme a Daria Menichetti e Francesco Manenti alla ricerca e alla creazione di “Walden”, progetto artistico che vede coinvolti anche i suoi due cani Gringo ed Eco. 

 

Alessandro Pontremoli

Professore ordinario di Storia della danza all’Università degli Studi di Torino. Si occupa delle forme e delle estetiche coreiche, in particolare dei secoli dal XV al XVIII e della contemporaneità. Presidente della Commissione Consultiva per la Danza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ha diretto l’Associazione per la ricerca sulla danza dal 2004 al 2010. Fra i suoi volumi: Danza e Rinascimento (Ephemeria 2011, premio Pirandello per la saggistica 2013-2014); La danza nelle corti di antico regime (Edizioni di Pagina 2012); La danza 2.0. Paesaggi coreografici del nuovo millennio (Laterza 2018).

 

Homepage: https://cdsdams.campusnet.unito.it/do/docenti.pl/Show?_id=alpontre#tab-profilo

Facebook: https://www.facebook.com/alessandro.pontremoli1/

Instagram: https://www.instagram.com/alpontre1959/

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